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I SPIT ON YOUR GRAVE
Non è il rape and revenge movie per eccellenza. Nato come Day of the Woman, noto (poco) in Italia con il titolo Non violentate Jennifer, la pellicola di Meir Zarchi è però opera mutilatissima dalla censura, e questo ci fa capire che altro succedeva nella director’s cut. Ma nemmeno questo pensiero gli fa guadagnare il titolo di rape and revenge movie per eccellenza. Come vuole la tradizione del filone, la vicenda narra di una giovane malcapitata che, dopo aver subito violenza dal solito gruppetto di sadici delinquenti, mette in atto la terribile vendetta. La trama è lineare e si sviluppa sui due punti salienti che ogni fan del genere pretende: lo stupro (rape) e la vendetta (revenge). Il regista non voleva altro.... di Giacomo Sacchetti [ .... ]

ICHI THE KILLER
(il Circolo degli Invisibili: estremi e malconosciuti). Prima di tutto un paio di considerazioni. La prima è che, almeno al cinema, violenza e splatter sono due elementi separati e distinti. Il lettore è, ovviamente, padrone di non condividere questo mio punto di vista, ma quando un eroe, o un villain, massacra decine di personaggi ognuno dei quali rimane senza passato né nome, questo è splatter. Quando la macchina da presa ci mostra la sofferenza dipinta sul volto di un uomo che si aggrappa ad ogni istante di vita che gli rimane e sappiamo il perché quell’uomo viene condannato, sappiamo qualcosa del suo passato e della sua vita, questa è violenza... di Antonio Di Siero [ .... ]

IL CITTADINO SI RIBELLA
Girato nel 1974, Il cittadino si ribella è, con il film di Stefano Vanzina del 1973 La polizia ringrazia, l’antesignano del cinema poliziesco italiano, di cui codifica alcune tematiche e scelte stilistiche. In entrambi i film, il tema centrale è quello dell’incapacità delle forze dell’ordine nel fare rispettare le leggi e riportare la giustizia nella società (tema già presente nel film di Castellari del 1973 La polizia incrimina, la legge assolve). In entrambi c’è un protagonista che deve scegliere quale comportamento adottare di fronte ad una situazione di insicurezza sociale... di Antonella Angeli [ .... ]

Il diabolico dottor Satana
Uscito in Spagna nel lontano 1961 con il titolo di Gritos en la Noche - distribuito in Italia, in versione tagliata, con il titolo Il diabolico dottor Satana e per la regia di un fantomatico Walter Alexander (nella versione italiana i titoli di testa sono stati riadattati) - è il primo film horror diretto dallo spagnolo Jesus Franco, la cui fama è ancora oggi legata a questo genere. Franco realizzò Il diabolico Dr. Satana - certamente uno dei film meglio riusciti della sua sterminata filmografia - ispirandosi all’opera di Georges Franju, Les yeux sans visage (1959), ma anche ai film dell’inglese Terence Fisher e al cinema messicano del decennio precedente... di Alessio Sfienti [ .... ]

Il grande Racket
Anno 1976. Mentre i critici dell’epoca disquisivano sui contenuti sociologici e politici dei film polizieschi italiani, concludendo spesso con condanne senza appello dell’immoralità di queste opere, Castellari scrive un capolavoro visivo che anticipa di venti o trenta anni le soluzioni grammaticali e sintattiche di Quentin Tarantino e di certo cinema odierno... di Antonella Angeli [ .... ]

Il Miami Vice di Michael Mann
Si comincia che il film è già iniziato. Senza titoli di testa, lo spettatore a piombo è catapultato in una discoteca, fra musica sparata, neon battenti, corpi sfaccettati in movimento e in maschera, festa a sorpresa? No, forse, non so. Veloce cerchi con occhi mobili inquieti, a tergicristallo, coordinate spazio tempo, coordinate narrative e di senso, per riprendere, e arginare una situazione straniante. L’intreccio narrativo non si dipanerà: quasi pretesto, la narrazione continuamente deraglia, la storia si interrompe e poi prosegue, piani narrativi si sovrappongono, si lasciano e si prendono, la storia cambia registro vertiginosamente. [ .... ]

Ingmar Bergman
Nel mondo dell’arte esistono personaggi che più di altri riescono a scavare nel profondo dell’animo umano, osservandolo da una prospettiva distaccata dalla vita sensibile, riproponendo dubbi secolari ed esprimendoli vestiti di una carica espressiva senza precedenti. Questo è il caso di Ingmar Bergman, il maestro. Ingmar Bergman nasce nel 1918 ad Uppsala, in Svezia, figlio di un pastore protestante. Vive un’infanzia caratterizzata da un'educazione molto severa e da una forte difficoltà nei rapporti umani, problema che non lo lascerà nemmeno dopo il suo trasferimento a Stoccolma per gli studi universitari... di Cosimo Scialpi [ .... ]

Italian animals II: Killer Fish
Il film appartiene alla categoria “fobia dei pesci dentuti” ed è in ottima compagnia: alla stessa categoria va ascritto anche Piranha di Joe Dante (1978). La particolarità del film di Margheriti consiste nell’avere alla base una sceneggiatura in divenire e aperta alla commistione di elementi diversi. Inizia con esplosioni causate da un gruppo di uomini rapina uno stabilimento diamantifero; prosegue con inseguimenti veloci tra barche ed elicotteri, esplosioni, incidenti di auto, e l’inizio dell’indagine poliziesca per scoprire il responsabile di questo marasma. Seconda parte dell' animals e horrore italiano con un film di Antonio Margheriti. In che modo il cinema di genere italiano sceglie di fare paura e schifare utilizzando gli animali? di Giacomo Sacchetti [ .... ]




In Primo Piano:

- Sex and the City 2
- Agorà
- Scontro di Titani
- Circolo degli invisibili
- I Grandi Autori
- (ri)visti per voi

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