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Saw








Saw. Analisi di un successo annunciato
Autore: Fabrizio Fogliato
Morpheo Edizioni, 2008
Euro 12,00

Leggi la recensione di Giovanni Modica
I film

1. Di Giacomo Sacchetti

L'analisi dell'autore, mirata a svelare il motivo del grande successo della tetralogia Saw, riporta già nell'introduzione alcune idee che stanno alla base del progetto. La più evidente e condivisibile consiste nel fatto che l'Enigmista non è un serial killer perchè non uccide ma mette le proprie vittime di fronte a una scelta: vivere o morire? L'esito finale sarà comunque la morte. Ma l'Enigmista non uccide. Tutte le torture hanno un timer e partono da un enigma (fisicamente) difficile da risolvere: la chiave per la salvezza è dietro la palla dell'occhio della vittima, o dentro lo stomaco di un cadavere steso al suo fianco. Ogni vittima vuole vivere, ma è difficile concretizzare la propria scelta, per farlo bisogna provare dolore. Saw non uccide con le proprie mani, ma crea le condizioni a causa delle quali i prigionieri si uccideranno. Concede solo una remota possibilità di riuscire a sopravvivere.

Questa la caratteristica principale della tetralogia (destinata a continuare), e questa la premessa del libro di Fabrizio Fogliato, già autore di Flesh end redemption: il cinema di Abel Ferrara (per la Falsopiano) e di La visione negata: il cinema di Michael Haneke (Falsopiano), di prossima pubblicazione, docente di linguaggio cinematografico, collaboratore di "Nocturno cinema" e redattore del quotidiano on line "La voce".

Fogliato aggiunge, ancora nella premessa, un altro tassello fondamentale per comprendere Saw: il corpo viene distrutto, e la rappresentazione del processo di distruzione fisica è sempre esplicita, mai nascosta dalla camera. John Kramer (Jigsaw, Saw, l'Enigmista, chiamatelo come volete) è malato terminale di cancro al cervello e vive in uno stato di condanna alla morte precoce. Per questo motivo impone alle sue vittime ("ingrate", che non riconoscono il valore della vita e la sprecano) terribili torture del corpo. Le punizioni sono una sorta di contrappassi danteschi per chi ha peccato perchè non ha rispetto per il proprio corpo sano, per chi distrugge la propria vita con droghe, alcol o inettitudine.

La riflessione dell'autore prosegue prendendo in considerazione uno a uno i quattro episodi ed evidenziando, sin dal titolo di ciascun capitolo, il grande tema di ogni film: il gioco, la casa, il viaggio e la nuova carne. Macrotematiche che rendono variegata, seppur sempre molto violenta, la sequenza delle quattro parti che costituiscono l'opera intera, macrotematiche a cui le caratteristiche generali della saga si aggrappano, dando uniformità al tutto. E' interessante il modo in cui Fogliato arriva alle conclusioni, episodio per episodio. In un primo momento rimane incollato alle immagini e ai temi del film, trattando il corpo come mezzo di salvezza, e mettendo in evidenza che Saw IV segna in questo senso una novità; poi si stacca dal prodotto filmico-splatter in sé per considerare l'utilizzo che ne è stato fatto a livello di marketing.

Saw IV contiene una riflessione sul corpo, sulla sua mistificazione e sulla sua trasformazione. Secondo l'Enigmista il corpo umano è un organismo affascinante che può subire brutali oltraggi e poi essere riparato. Le torture che infligge alle donne sono particolarmente significative perchè attraverso esse distrugge l'immagine di bellezza. La scelta che la vittima deve fare è in Saw IV tra il mantenimento della perfezione del corpo (che avrà, come conseguenza - solo come conseguenza - la morte) o la sua devastazione (che avrà come conseguenza la vita - forse). Non è più l'esistenza a essere minacciata prima di ogni altra cosa, ma l'involucro che la racchiude. La morte deve passare dalla distruzione del fisico, non può essere inflitta senza questo preliminare.

"La portata del fenomeno Saw esula dal limitato contesto cinematografico per abbracciare il mercato globale. Saw è ormai un "marchio" conosciuto e riconosciblie, spendibile per pubblicizzare nuovi prodotti e facilmente individuabile anche per chi non lo conosce. La testimonianza più diretta viene dal trailer di Saw 4, in cui sono del tutto assenti le immagini del film, ma l'atmosfera, i colori e le voci diegetiche permettono di individuare di che cosa si tratti prima di arrivare allo schermo finale, dove compare il titolo." (p. 98).

Le conclusioni collegano di nuovo la saga - sviluppando un discorso, riguardante gli effetti dell'11 settembre 2001 sul cinema e sull'essere umano, che ha avuto inizio nell'introduzione - all'attualità: la debolezza che domina il XXI secolo è cinicamente rappresentata in Saw, insieme alle paure, alle insicurezze e al pessimismo che dominano il mondo. Tanti altri prodotti cinematografici mettono in scena omicidi e sangue. Dunque, il successo della saga non può essere ricondotto solo a questo. Non ci sono attori famosi in Saw: nemmeno al cast si può ricondurre la calorosa accoglienza del pubblico. Il vero motivo è il meccanismo narrativo e psicologico, e ogni causa e conseguenza del plot e del suo sviluppo, cui viene prestata attenzione in ciascun episodio, gradualmente, dal primo "gioco" alla conclusiva (per ora) sostituzione alla morte della distruzione del corpo.

Giacomo Sacchetti (giacomo@studiocinema.net)


2. Di Giovanni Modica

Spero mi si perdoni se per una volta parlo di un approccio particolarmente personale con un libro, ma credo che in questo caso sia la modalità più adatta.
Quando mi sono accostato a questo libro non nascondo di aver provato una leggera diffidenza. Non per Fabrizio Fogliato, di cui colpevolmente non conoscevo ancora il nome, ma per la saga di cui il volume trattava, ovvero la sanguinosa serie di Saw. Non essendo amante dello splatter, ma ormai fiducioso del catalogo Morpheo, ho cominciato a sfogliare il libro prima di vedere i film di cui esso trattava. Pratica non molto ortodossa, lo ammetto, ma volevo anche trovare un appiglio, da amante del cinema, per potere apprezzare un genere che non figura tra i miei preferiti.
Credetemi, sarà stato strano, ma se avessi visto il film prima non avrei colto fin da subito alcune profondità di linguaggio immerse nel sangue della pellicola. Forse, a una seconda visione, certe sottigliezze le avrei notate anche autonomamente, ma solo un autentico fan di quel cinema avrebbe avuto un occhio analitico per così dire "immediato" e così approfondito.

L’errore che fanno i "profani del genere" è infatti quello di lasciarsi fuorviare da commenti positivi di tipo spesso grossolano di alcuni "intenditori" in realtà fanatici solo dell’aspetto ultra-gore di certi film. In realtà, come ben ci spiega Fogliato, i fini di Saw erano due: certo dare pugni nello stomaco per far parlare di sé e farsi sì apprezzare dai fan dell’horror sadico commerciale, ma anche lanciare dei segnali psicologici che solo un pubblico dal palato fine poteva cogliere. L’autore è forse uno dei pochi ad incarnare i due pubblici di Saw: l’appassionato e l’approfonditore; figura, quest’ultima, che ai produttori (ma anche ai critici) non verrebbe in mente nemmeno di accostare a certi titoli. Per esempio ho trovato interessantissimi certi accostamenti filosofici, ad esempio quello a pagina 42: “Le ferite […] e la rinuncia a qualcosa di intimamente personale sono quindi il tributo che la società deve pagare al dio del ‘piacere’. L’accettazione della prova, e quindi del dolore, da parte delle vittime, è strumentale in funzione del pensiero comune che dopo il dolore e la sofferenza ci sia sempre e comunque il piacere”. La legge del contrappasso era nell’ossatura del lavoro dei registi Wan e Lynn Bousman.

Per i fan della saga non c’è nulla da aggiungere se non di comprarsi questo libro, magari per coglierne qualcosa in più che nella tensione non emerge facilmente. Ai diffidenti, com'ero io, invece dico: per una volta, infrangete la regola aurea di guardare prima il soggetto di cui si tratta in un libro e leggetevi le osservazioni scritte. Potrebbe rappresentare l’apertura a un nuovo concepimento del cinema. Altrimenti rischiereste di vedere solo la META’ di un film come Saw. Anche se arrivate fino alla fine.

Giovanni Modica (modica@iperbole.bo.it)


I FILM
Saw. L'enigmista
Un film di James Wan
Con Danny Glover, Monica Potter, Cary Elwes, Michael Emerson, Tobin Bell, Ken Leung, Makenzie Vega, Shawnee Smith, Benito Martinez, Dina Meyer, Leigh Whannell, Michael Emerson
Colore, 100 minuti
Produzione e anno: USA, 2004
Uscita nelle sale: venerdì 14 gennaio 2005

Una stanza livida, sporca. Due uomini incatenati ai due lati, distanti, che non sanno perchè si trovano in quel luogo, e un corpo senza vita tra di loro, al centro di quello spazio spettrale. Una voce sconosciuta, attimo dopo attimo, centellina loro indizi, svelando le loro identità, i loro segreti, il loro passato, schierandoli l’uno contro l’altro.

Saw II. La soluzione dell'enigma
Un film di Darren Lynn Bousman
Con Tobin Bell, Tim Burd, John Fallon, Dina Meyer, Beverley Mitchell, Emmanuelle Vaugier, Donnie Wahlberg
Colore, 91 minuti
Produzione e anno: USA, 2005
Uscita nelle sale: giovedì 5 gennaio 2006

L'enigmista continua il suo sadico gioco con un gruppo di sfortunate vittime rinchiuse insieme e costrette a uccidersi a vicenda. Un detective, Eric Mason, cercherà di acciuffarlo.

Saw III. L'enigma senza fine
Un film di Darren Lynn Bousman
Con Tobin Bell, Shawnee Smith, Angus Macfadyen, Donnie Wahlberg, Bahar Soomekh, Dina Meyer
Colore, 107 minuti
Produzione e anno: USA, 2006
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale: venerdì 9 marzo 2007

Jigsaw è scomparso con la fedele Amanda. Il tumore che lo devasta è in un ulteriore stadio di avanzamento. Viene rapita la dottoressa Lynn Denlon che avrà il compito di tenerlo in vita (altrimenti moriranno insieme) mentre lui si dedicherà a una nuova vittima, Jeff.

Saw IV
Un film di Darren Lynn Bousman
Con Tobin Bell, Scott Patterson, Betsy Russell, Costas Mandylor, Lyriq Bent, Justin Louis, Athena Karkanis, Simon Reynolds, Mike Realba
Colore, 94 minuti
Produzione e anno: USA, 2007
Distribuzione: 01 Distribution
Uscita nelle sale: mercoledì 30 aprile 2008

La morte dell'assassino, Jigsaw, non dà fine alla sequenza di omicidi. Ad attendere lo spettatore, una nuova serie di marchingegni infernali, azionati di volta in volta dalle stesse vittime, in una catena diabolica che trasforma i buoni in mostri.





In Primo Piano:

- Sex and the City 2
- Agorà
- Scontro di Titani
- Circolo degli invisibili
- I Grandi Autori
- (ri)visti per voi

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