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Splatters. Gli Schizzacervellli
Braindead

Regia: Peter Jackson

Con Peter Jackson, Timothy Balme, Brenda Kendall, Diana Peñalver, Elizabeth Moody, Ian Watkin, Stuart Devenie

Origine e anno: Nuova Zelanda, 1992

Un prepotente e scalcinato cacciatore (uno sbarbato Peter Jackson con atteggiamenti al limite del fricchettone) e la sua scorta di portatori si aggirano sull'Isola del Teschio (il riferimento al classico King Kong di Cooper non è affatto casuale!), al largo di Sumatra. Il gruppo porta con sé una gabbia di bambù e una strana scimmia. La spedizione finirà in tragedia quando, sfuggiti agli indigeni del luogo, il nostro cacciatore verrà fatto a pezzi dai suoi stessi portatori per evitare la diffusione di un qualcosa chiamato “singyaya”. I portatori saranno comunque pronti a trarre profitto dalla tragedia inviando la preda in Nuova Zelanda e incassando il compenso.
Lionel, abitante della città di Wellington in Nuova Zelanda sta iniziando una relazione con la dolce Paquita. Il giovane ha un problema: la madre possessiva e tiranna che usa il cordone ombelicale come una catena per tenere sottomesso il ragazzo. Durante una gita allo zoo con Paquita, la madre di Lionel (più facile liberarsi di una zecca formato pollo!) viene morsa da un'orrenda “simian raticus” (una ratto-scimmia). Nel corso delle notte la "singyaya" si diffonde! Per Lionel è l'inizio dell'incubo, costretto com'è a prendersi cura di una nidiata di zombie che continuano a spargere pezzi nei posti più strani e vanno imboccati spalmando il gelato nell'esofago esposto dalla testa mozzata. Il rapporto con Paquita è chiaramente compromesso, ma il guaio più grosso deve ancora arrivare, nella forma dell'avido e obeso zio pronto a sacrificare tutto (anche la vita del nipote) pur di metter le mani sugli averi della sorella defunta.
Seguiranno mutilazioni, sventramenti, falciatrici (che sostituiscono egregiamente la motosega di hopperiana memoria), laghi di sangue e un fiume ininterrotto di risate per noi spettatori , travolti dall'ironia senza sosta di Jackson.




Questo film è oro puro! Puro oro rosso sangue! Jackson applica il più semplice dei ragionamenti in materia di horror: spaventare il pubblico con una manciata di zombie e/o fantasmi è ormai impresa impossibile - con questi mezzi, come si fa a spaventare un quattordicenne abituato alle atrocità vomitate a getto continuo dalla televisione e dai giornali? Occorre trovare un'altra via. Ancora oggi, per esempio, ridiamo di fronte alle disavventure di Bruce Campbell nel cult La casa di Sam Raimi. Jackson semplicemente smette di fingere di voler spaventare il pubblico e lo fa ridere. Il risultato è esplosivo. Abbiamo preti esperti di arti marziali, zombie allupati, battutine assolutamente idiote (nel momento della decapitazione una donna zombie grida “Ho perso la testa per te!”). Gli effetti speciali sono poco superiori al precedente Bad taste. Fuori di zucca (1987) - ve lo ricordate? Girato con amici e parenti nella cucina della madre - tuttavia, un budget leggermente superiore gli permette un mostriciattolo animato con il passo-uno, un paio di mostri in gommapiuma e una creatura in cartapesta davvero niente male, oltre agli incredibili effetti di trucco protesico che lasciano veramente senza fiato.
Il tutto è condito con una regia veloce e ansiogena che sottolinea in modo eccellente le tribolazioni del povero Lionel per nascondere i suoi ospiti.
Da non perdere! Se siete deboli di stomaco guardatelo a pancia vuota, ma guardatelo assolutamente!

 

Antonio Di Siero (antonishko@gmail.com)

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