|
|
20 Centimetri
|
 |
| Il genere grottesco è di tutti, chi più chi meno, ogni paese può vantare i suoi registi estrosi ed amanti dell’eccesso. Ma se la domanda è posta a bruciapelo, ovvero a quale paese associare questo particolare genere cinematografico, la prima risposta, che è poi quella che vale, è la Spagna. [ .... ] |
|
|
|
Il vento che accarezza l'erba
|
 |
| In questo momento ci sono due film di altrettanti importanti autori, che trattano di fatti storici tragici. Uno è Clint Eastwood, pienamente calato nella lezione del cinema classico americano con Flags of Our Fathers; l’altro è Ken Loach, europeo, ma questo nel suo caso non vuol dire molto: Loach segue con coerenza e con eccezionale vena una personale visione del cinema impegnato, talvolta, fortemente schierato, tal’altra dalle intonazioni romantiche, sempre arginate però dalla lucidità di un cinema inteso come riflessione non soltanto morale (e in questo potrebbe ben essere accostato ad Eastwood), ma anche sociale e storico-politica [ .... ] |
|
|
|
Valzer con Bashir
|
 |
| Ari, regista israeliano della città di Haifa, è tormentato da un’immagine scolpita nella sua memoria, alla quale non riesce a dare una spiegazione. Vede se stesso, tanti anni prima, durante la guerra in Libano, mentre assieme ai suoi commilitoni esce lentamente dall’acqua, dirigendosi verso la spiaggia di Beirut. Comincia allora un percorso per risalire al significato di quella visione, e va a trovare i suoi vecchi compagni. Tutti, segnati dalla guerra, ricordano altri episodi, tragiche sequenze di morte, battaglie, imboscate, allucinazioni e sogni apparentemente incongruenti... di Emiliano Ceredi [ .... ] |
|
|
|
Vero come la finzione
|
 |
| (ri)visti per voi - Quanti film sino a oggi hanno viaggiato tra la realtà e la finzione, gli oggetti prediletti di moltissime sceneggiature cinematografiche, e quante volte il confine tra questi due mondi si è assottigliato fino a confonderli. Vero come la finzione di Marc Forster lascia correre i due mondi lungo due linee parallele, l’uno accanto all’altro, quasi sotto braccio, dove quel confine è così labile e impalpabile al limite del surreale. Stranger Than Fiction (questo il titolo originale che tra l’altro suona anche meglio) è una citazione di Mark Twain: “La verità è più strana della finzione, perché la finzione deve attenersi a una serie di possibilità mentre la verità no”... di Claudia Monaco [ .... ] |
|
|
|
Viaggetto sull'Appennino
|
 |
| A piedi da Piacenza a Rimini. Si parte dalle montagne di Piacenza e si arriva al mare di Rimini. Detta così pare di una banalità disarmante, ma non se a percorrere il viaggio è un tipo come Ivano Marescotti... di Emiliano Ceredi [ .... ] |
|
|
|
Viaggio al centro della Terra 3D
|
 |
| L’ultima frontiera del cinema internazionale è la tecnologia 3D. Con gli occhialini speciali si entra nella sala, ci si siede e si inforcano dai primi fotogrammi. Il risultato sperato dai geni dell’audiovisivo è quello di catapultare gli spettatori nel film, sempre appartenente alla categoria action-fantasy-movie. Viaggio al centro della Terra di Eric Breving è il precursore di questa innovazione, il primo lungometraggio narrativo live-action girato completamente in 3D digitale. Per questa peculiarità prettamente tecnica la pellicola americana riesce nel suo intento soltanto al cinema, dove occhialetti e grande schermo fanno tutto.. di Claudia Monaco [ .... ] |
|
|
|
Videocracy
|
 |
| Un documentario alla Michael Moore in versione italiana, forse, era l’obiettivo che si prefiggeva Erik Gandini per questo lungometraggio sulle condizioni in cui versa la povera televisione italiana ormai da diversi anni. L’idea era buona senonché, in finale, racconta agli italiani solo tutto quello che già sapevano su questo argomento. Trapiantato in Svezia dall’età di 18 anni, il regista ha probabilmente perso ogni senso di appartenenza all’Italia se crede che gli italiani non siano consci della loro tv-spazzatura... di Erica Armato [ .... ] |
|
|
|
Vincere
|
 |
| Marco Bellocchio torna a visitare la storia patria con il suo personalissimo sguardo. Forte anche di un cast eccellente, a cominciare da Filippo Timi (nel doppio ruolo di Mussolini e, verso la fine, di Benito Albino) che ci offre una performance perfetta nei suoi eccessi, violenta, quasi espressionista: la grottesca maschera dolente di Benito Albino che fa il verso al padre rimane una prova di grandissima abilità mimica. Ne è contraltare Giovanna Mezzogiorno, intensa, fiera, dignitosa anche quando urla la sua disperazione... di Emiliano Ceredi [ .... ] |
|
|
|
Vita da Strega
|
 |
| Non si vive di solo cinema d’autore, e questo è un fatto. Lo sanno bene a Hollywood, dove da un certo periodo di tempo a questa parte, in proporzione, le commedie ed i film poco… “impegnati” fanno la loro porca figura... [ .... ] |
|
|
|
Volevo solo dormirle addosso
|
 |
| Sono tanti i film validi che hanno un titolo così ridicolo o fuorviante da non riuscire ad incontrare buonaparte del proprio potenziale pubblico, soprattutto nel nostro cinema giallo degli anni '70 (Una sull'altra, Non si sevizia un paperino, Ragazza tutta nuda assassinata nel parco...), ed ogni tanto la cattiva consuetudine riaffiora anche nel cinema 'sociale' di oggi, come nel caso di VOLEVO SOLO DORMIRLE ADDOSSO. [ .... ] |
|
|
|
VOLVER
|
 |
Il film inizia con una panoramica cimiteriale, in cui, tra cippi e lapidi infiorate, tormentate dal vento, le mogli curano le tombe dei mariti. La scena è tutta sospesa e fa capire quale sarà il tono semiserio del film. Il regista spagnolo da il la al motivo dissacratorio – verso se stesso, per certi versi –; seppure lo sviluppo del film mostra quanto egli abbia smarrito un po’ dell’originario mordente. [ .... ] |
|
|
|